Montedoro on air. Antonello, Pia e Adriana a TatamiGlobo

Eccovi l’audio della lunga chiacchierata con gli amici del programma radiofondico TatamiGlobo andata in onda il 10 marzo 2016 sulle frequenze di Radio Globo. In studio Antonello Faretta, Pia Marie Mann e Adriana Bruno.

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Cosa resta di una comunità estinta. Montedoro su Marla

Il mese scorso sul trimestrale Marla – Cinema alla fine delle immagini è stata pubblicata una bellissima conversazione su Montedoro tra Antonello Faretta e il direttore Ivan Moliterni.
Marla lo trovate in tutte le librerie la Feltrinelli e qui.

 

 

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Montedoro a Milano (video)

Reportage a cura di TRM H24 dell’incontro milanese del 17 giugno, presso la Galleria Rizzoli, Basilicata terra di cinema. Occasione per parlare di Montedoro con Antonello Faretta, Gianni Canova (critico e docente di storia e critica del cinema allo IULM di Milano), Paride Leporace (Direttore della Lucana Film Commission) e Giuseppe Marco Albano (regista).

Montedoro su Redattore Sociale

“Montedoro”, dall’America alla Basilicata per cercare le origini
Opera prima di Antonello Faretta, giovane regista lucano, il film è la storia di una donna americana che scopre inaspettatamente le sue origini e intraprende un viaggio alla ricerca della madre biologica. Arriverà in un borgo abbandonato nel Sud Italia. In anteprima all’Atlanta Film Festival il 28 marzo

a cura di Ambra Notari (Redattore Sociale, 22 marzo 2015)

ROMA – Craco sorgeva sul cucuzzolo di una collina di creta, nello splendido scenario dei calanchi lucani. Oggi è conosciuto come ‘il paese fantasma’ dopo che una frana, nel 1963, l’ha distrutto. Il nuovo centro, Craco Peschiera, è sorto a valle. Ma alcuni crachesi, una ‘comunità resiliente’, si sono spostati dall’altro lato della montagna: una decina di case raccolta sotto al nome di Craco Sant’Angelo. È questa la location scelta da Antonello Faretta, giovane regista potentino, per il suo primo lungometraggio, ‘Montedoro’. Non solo: Craco è anche – e soprattutto – uno dei due motivi che ha portato alla nascita del film. L’altro è la protagonista, Pia Marie Mann. “Conoscevo Craco perché vi girai uno dei capitoli dei ‘Nine Poems in Basilicata’, poetry film su 9 differenti poemi scritti e interpretati dall’artista italo-americano John Giorno, tra i massimi esponenti della beat generation. Misi quel capitolo su Internet, e diversi anni dopo mi contattò un membro della Craco Society di New York, un’associazione di circa 700 persone tutte discendenti di Craco. Mi disse che con molti di loro stava organizzando un viaggio proprio in Basilicata, per ricongiungersi al loro paese d’origine: Craco, un villaggio totalmente abbandonato con le sue radici oltreoceano. Così mi sono imbattuto nella storia di Pia Marie Mann”.

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Montedoro su NoteVerticali.it

Montedoro, il film che racconta il senso di una comunità: abbiamo intervistato Antonello Faretta
di Luigi Caputo
[fonte: NoteVerticali.it – 24 febbraio 2015]

“Io sono un filo d’erba, un filo d’erba che trema. E la mia Patria è dove l’erba trema. Un alito può trapiantare il mio seme lontano”. Sono i versi di “La mia patria”, poesia di Rocco Scotellaro, scrittore e politico lucano, che Antonello Faretta, regista potentino, ha scelto di pubblicare sul blog http://montedorofilm.tumblr.com per introdurre il suo primo lungometraggio, Montedoro. Il film parla di un ritorno a casa, quello di una ricca donna americana di mezza età, che improvvisamente scopre le sue vere origini, e decide di fare ritorno nella terra che l’ha vista nascere, a Montedoro, nel cuore della Basilicata, con la speranza di poter riabbracciare la madre naturale che non ha mai conosciuto. Una storia intensa e commovente, che sa di emigrazione, ma anche di ritorno e abbandono alle proprie radici, e che attraverso l’artificio cinematografico della fantasia diventa gioco della memoria grazie al quale rivivono suggestioni mai sopite, esaltando una comunità apparentemente fragile eppure granitica nel ricordo e nella condivisione delle emozioni. Il cast del film comprende Pia Marie Mann, Joe Capalbo, Caterina Pontrandolfo, Luciana Paolicelli, Domenico Brancale, Anna Di Dio, Mario Duca, Aurelio Donato Giordano, Joan Maxim e gli abitanti di Craco, poco più di 700 anime in provincia di Matera.
Abbiamo intervistato Faretta proprio all’indomani del fine ciak del film, e alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti, dove la pellicola è stata selezionata e sarà in concorso all’Atlanta Film Festival.

Montedoro è anzitutto un viaggio alla ricerca delle proprie radici: una tematica che diversi cineasti italiani hanno già affrontato in numerose pellicole. Come mai l’ha scelta e in cosa ritiene di differenziarsi dai suoi colleghi?
Non ho scelto io il tema del film. È stato lui a scegliermi in un momento molto particolare che stavo vivendo, di grande fragilità… come cittadino italiano innanzitutto. Ho conosciuto la protagonista di Montedoro, Pia Marie Mann, circa sette anni fa a Craco, la “città fantasma” vicino Matera in Basilicata. Mi sono imbattuto nella sua storia incredibile e in quella di questo luogo magico abbandonato nel 1963 in seguito ad una grande frana. Pia, nata a Craco 63 anni fa, venne data in adozione all’età di quattro anni ad una famiglia di New York. L’ho incontrata proprio mentre ritrovava la sua madre biologica. Fu un momento molto emozionante. Da quel momento ho provato a ricucire assieme la storia metaforica di tre frane: quella di Pia (per lunghi anni divisa tra una vita e un’altra, New York e Craco), la mia (annichilito come molti in un’Italia alla deriva) e quella di Craco, una città fantasma di spettri e macerie che scivola via inesorabilmente.

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