Le crepe di Craco e le crepe del Paese

Foto di Giovanni Lancellotti

Su Lavoro Culturale un intervento di Antonello Faretta curato da Chiara Zanini a proposito della Nuova Legge Cinema, Film Commission, Cinemae Territorio e Montedoro. Buona lettura!

 

Le crepe di Craco e le crepe del Paese
Il cinema italiano e la Riforma Franceschini raccontati da Antonello Faretta.
a cura di Chiara Zanini
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Lello Voce su Montedoro

«Ma, sia chiaro, Montedoro non è un film “etnologico”. Questo film le tradizioni, le lingue, i canti, i luoghi della tradizione, non si limita a registrarli e magari a interpretarli. Li usa. Ha nostalgia del futuro. Usa la tradizione come fosse una fionda per scagliare ogni sentimento (e ogni desiderio) nel futuro. E questo lo rende “necessario”. Montedoro, insomma, è un film profondamente mediterraneo, un film girato sulle montagne della Basilicata che ci racconta com’è fatto il Mediterraneo, quando si trasforma in roccia, sale, polvere e fuoco. Se avete voglia di vedere il mare, il nostro mare, quando si asciuga e si fa sotterraneo, quando si trasforma in erba, alberi, cime, valli, in acqua dolce, buona per dissetare, quando si maschera da terraferma, allora andate a vedere Montedoro. Ne vale la pena.»

Lello voce su Il Fatto Quotidiano Blog del 26 maggio 2016.

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Montedoro su Fuoriprogramma.net

L’opera prima del regista lucano si configura come un prodotto di difficile classificazione, sospeso tra i paletti e le convenzioni del cinema narrativo e un impianto visivo che gradualmente sembra volersene liberare. La progressione del racconto prende forma ben presto in una struttura non convenzionale, in cui diversi livelli temporali (e di realtà) si fondono e si intersecano, e in cui la ricostruzione si alterna, senza soluzioni di continuità, alla documentazione filmata…

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Una bella recensione di Anna Pennella su Cinemamente

Il film di Antonello Faretta, infine, apre la strada a un nuovo tipo di cinema disposto a dialogare con il cinema stesso con una voce ‘panica’ che mostra quanta complicità sia ancora inespressa tra la realtà e la finzione.

Vi segnaliamo una bella recensione a cura di Anna Pennella, che ringraziamo di cuore, pubblicata sul sito Cinemamente.

 

Foto di scena di Giovanni Lancellotti.
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